giovedì 2 febbraio 2012

Contratti di convivenza

Problema assai diffuso e in costante aumento vista la scelta sempre maggiore per tale tipo di unione a dispetto del più tradizionale matrimonio, è la regolamentazione delle convivenze "more uxorio" (ma anche di altro genere).


Al di là delle varie proposte di legge mai arrivate, fino ad oggi, ad alcuna effettiva realizzazione, tali unioni possono trovare una precisa e tutelata regolamentazione attraverso gli strumenti soliti del diritto e cioè i contratti.


Con la stipula di un "contratto di convivenza", pienamente valido ed avente efficacia di legge tra le parti, infatti, le stesse possono regolamentare il loro rapporto, soprattutto per quel che concerne gli aspetti patrimoniali e ottenere tutela qualora uno dei "contraenti" non ne rispetti le pattuizioni.


Con il contratto di convivenza le parti non solo fissano regole per la loro vita in comune (partecipazione di ciascuno alle spese ordinarie, obblighi di assistenza, di mantenimento) ma possono anche disciplinare il periodo successivo, se e quando l'unione sarà terminata, stabilendo delle prestazioni, per un periodo di tempo più o meno determinato, a carico di uno e a favore dell'altro (proprio come avviene in sede di separazione e divorzio, quando a carico del coniuge economicamente più forte vi è l'obbligo di "aiutare" quello più debole) in virtù di quel vincolo di solidarietà che sta alla base di ogni rapporto affettivo.

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