No, non sono d’accordo con i siti per una “separazione fai da te”. Tante, troppe volte ho
ricevuto coniugi in lacrime per gli errori fatti (e per i danni subiti) per
aver scelto di procedere, per timore, leggerezza, presunzione, senza l’ausilio
di un esperto, in una materia tanto delicata come questa. Danni, dopo,
difficilmente ristorabili. L’iter che porta ad una separazione possibilmente
serena ma che, in ogni caso, dal punto di vista giuridico deve essere
impeccabile, è lungo e complesso e gli interessi (personali ed economici) in
gioco sono talmente importanti che non posso essere lasciati all’imperizia dei
singoli, con l’altissimo rischio che vengano compromessi, irrimediabilmente, diritti fondamentali. Il ricorso per la separazione (come quello per il
divorzio, ma per questo, fortunatamente, l’assistenza dell’avvocato è
necessaria), ossia l’atto che da avvio al procedimento, è un atto complesso,
che necessita dell’operato di un professionista con specifiche competenze
giuridiche, che conosce il diritto e il funzionamento della giustizia e ha i
requisiti, le capacità e i mezzi per agire adeguatamente nelle questioni
giuridiche. Con esso vanno regolamentati, fin nei minimi particolari,
molteplici aspetti che riguardano interessi presenti e, soprattutto, futuri;
cosa che chi “non è del mestiere” non può fare perché non ne ha le capacità. No,
non può passare il messaggio che la separazione (dal punto di vista giuridico) è alla portata di tutti; troppo
alti i rischi di commettere errori che poi si pagheranno per lungo, lunghissimo
tempo. Piuttosto, vari, anche se ancora poco conosciuti, sono gli strumenti a
disposizione di coloro che non possono affrontare i costi di un avvocato; tra
questi, utilissimo, è quello del “gratuito patrocinio” (o “patrocinio a spese
dello stato”), ossia la possibilità di avvalersi, in modo totalmente gratuito,
purché in possesso di determinati requisiti reddituali, dell’operato di un legale
esperto della materia.
giovedì 22 novembre 2012
NO, L'AVVOCATO FAI DA TE, NO!
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