Sempre grandissima attenzione
suscita (giustamente), in tema di separazione e divorzio, la problematica
relativa alla tutela dei diritti di genitori e figli, soprattutto nei casi
caratterizzati da forte conflittualità. Troppo spesso, invece, viene trascurata
(assai ingiustamente!) quella relativa alla tutela dei diritti di un’altra
categoria di soggetti di fondamentale importanza, quella dei nonni (e dei
nipoti).
Benché i nonni rivestano, con il
loro bagaglio affettivo e di esperienza di inestimabile valore, un ruolo
importantissimo nella vita e per la crescita psico-affettiva e culturale del
minore e siano, quindi, un’insostituibile presenza per la formazione degli
adulti di domani, il loro status
viene, invece, troppo spesso dimenticato o posto in secondo piano. Anche il
nostro legislatore se ne è per lungo tempo disinteressato, non preoccupandosi,
o facendolo in modo solo marginale, di quanto anche su di loro si riflettano gli
effetti negativi della separazione. Sono tantissimi i casi in cui i nonni, a
seguito della separazione del proprio figlio/a dal coniuge, si sono visti
privare della compagnia del nipote, con immaginabile, enorme sofferenza per
entrambi.
A correggere, almeno in parte, le
cose (tanto, infatti, ci sarebbe ancora da fare!), è intervenuta la legge n° 54
del 2006 la quale, oltre ad aver definitivamente sancito il principio della
bigenitorialità con l’affidamento condiviso, ha pure stabilito (art. 155 c.c.)
che “il
figlio minore ha il diritto ……….. di conservare rapporti significativi con gli
ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale”, statuendo,
così, un altro importantissimo principio, quello dell’importanza dei rapporti
parentali, concepiti come un diritto
del minore (e dei parenti) che quindi, in quanto tale, va protetto e tutelato.
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